Dalla Giordania invio di gente al macello. Per non dimenticare.


TO WHOM IT MAY CONCERN

jordan

Rimandare richiedenti asilo e rifugiati nella propria terra significa mandarli al massacro. Davanti a loro due strade: la morte o il carcere a vita.

Sembra, tuttavia, non tenerne conto la Giordania, che nei giorni scorsi ha rimandato 800 persone, tra richiedenti asilo e rifugiati, in Sudan.

Deportare rifugiati vìola il consueto principio di diritto internazionale di non refoulement, che vieta ai governi di mandare la gente nei luoghi in cui rischiano di essere perseguitati, torturati, o esposti a pene o trattamenti inumani o degradanti.

Unica colpa dei sudanesi quella di aver protestato contro trattamenti discriminanti e le condizioni di vita in cui vivevano.

La scusa del portavoce del governo giordano è che i sudanesi in questione erano entrati nel Paese con il pretesto di cercare cure mediche, motivo per il quale sono stati rimandati tutti indietro. Questo non giustifica un’azione così palesemente disumana oltre che contraria al diritto internazionale.

Di seguito i link della stampa…

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Informazioni su radio4rifugiati

R4R, è stata fondata nel 2011 dal giornalista somalo, videomaker e documentarista ZAKARIA MOHAMED ALI. Nato e cresciuto a Mogadiscio, vive in Italia. Dopo aver attraversato il deserto e il mare, sbarca a Lampedusa il 13 agosto 2008, dopo 10 giorni viene trasferito a Roma in un centro di accoglienza, dove comincia la sua vita, andando a scuola e imparando la lingua italiana (la chiave del suo futuro). Dal 2011, durante la c.d. “Emergenza Nord Africa”, Zakaria comincia a lavorare come operatore sociale in un centro di accoglienza, lavoro che svolge ancora oggi. Nell’estate del 2012 torna a Lampedusa da uomo libero, grazie all’archivio delle memorie migranti AMM, Zakaria partecipa come membro della giuria del lampedusa film festival e durante la permanenza sull’isola racconta attraverso il cortometraggio To whom it may concern (Sezione video), la sua permanenza nel CIE di Lampedusa e la ricerca delle memorie perdute. “Da quando sono arrivato in Italia ho visto che c’era un sacco di discriminazione nei nostri confronti, soprattutto da parte dei media. Incontravo un sacco di giornalisti che mi facevano sempre le stesse domande, trattandomi come il problema del giorno e non come una risorsa da conoscere. Ancora oggi dopo 8 anni mi fanno le stesse domande e mi contattano solo quando ci sono disastri o morti del mare. E’ triste, Sono pochi quelli interessati a conoscerci e a capire chi siamo e perchè siamo qui, sono pochi quelli che vogliono sapere cosa abbiamo vissuto prima di arrivare qui, chi ci aspetta nei nostri paesi. Alla fine neanche uno ci domanda cosa sognamo visto che siamo in un paese “democratico e libero”.” Questo spazio nasce per dare spazio alle Storie e offre la possibilità di parlare di se stessi e trasmettere la nostra realtà. R4R: Radio for Rifugees, non è solo una radio per i rifugiati, ma anche per gli Italiani che ci lavorano e quelli interessati a conoscere la realtà, R4R sarà una piattaforma che offre racconti, testimonianze, ma anche punti di vista e proposte. R4R vuole essere un ponte tra i rifugiati che vivono in Italia e tutti gli altri. Radio4rifugiati nasce nel 2011 in un centro di accoglienza, come necessità di creare uno spazio dove i richiedenti protezione internazionale e rifugiati possano avere una voce che superi le mura dei centri e la diffidenza di chi sta fuori. Se è vero che la paura nasce dalla mancanza di conoscenza, R4R vuole superare le paure e gli stereotipi approfondendo i vari contesti culturali, artistici, politici, musicali, gastronomici, ecc, per creare conoscenza, incontri e per abbracciare la diversità come ricchezza. Radio for Rifugiati, non riceve alcun finanziamento da parte delle autorità governative e locali. Questo significa che siamo completamente liberi di rappresentare le nostre opinioni. Se vuoi contribuire con racconti, testimonianze, video e audio saremo lieti di pubblicare i vostri commenti e contenuti. Puoi donare anche tu qualcosa a radio4rifugiati per continuare a lavorare e portare avanti la nostra iniziativa. mrzaka@hotmail.com
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